Inquadramento del progetto e obiettivi strategici
L'intervento ha riguardato la progettazione integrata e la direzione lavori per il rifacimento e la riconversione energetica di un complesso multipiano a destinazione residenziale e commerciale sito in Via Lentini, Siracusa. L'opera è stata sviluppata sfruttando i meccanismi incentivanti del Superbonus, ponendo come obiettivo primario il superamento prestazionale di almeno due classi energetiche, la drastica riduzione dell'impronta di carbonio del manufatto e l'incremento del comfort termoigrometrico indoor. Abbiamo applicato un approccio ingegneristico multidisciplinare volto alla rigenerazione patrimoniale, al miglioramento termofisico globale e alla sostenibilità ambientale dell'edilizia civile residenziale.
Scheda tecnica dell'opera
Tipologia di intervento: riqualificazione energetica profonda (Ecobonus 110%) e restauro architettonico-strutturale delle facciate.
Ubicazione: Via Lentini, Siracusa (Zona Climatica B).
Infrastruttura tecnologica utilizzata: modellazione parametrica e analisi termofisica in regime dinamico.
Sfide tecniche e soluzioni ingegneristiche adottate
Isolamento termico dell'involucro opaco (sistema a cappotto):
Al fine di correggere i ponti termici strutturali (nodi trave-pilastro e solai) tipici dell'edilizia del secondo Novecento, è stato progettato e posato un sistema di isolamento termico a cappotto ad alte prestazioni sull'intero sviluppo perimetrale opaco. I materiali isolanti scelti rispondono rigidamente ai Criteri Ambientali Minimi (CAM), calibrati per il microclima locale al fine di garantire un'eccellente sfasamento termico estivo e contenere le dispersioni invernali.
Riqualificazione dei volumi aggettanti e dei fronti commerciali:
Il progetto ha previsto il ripristino corticale e il consolidamento dei sistemi di balconate perimetrali, con l'integrazione di nuove finiture architettoniche e barriere di protezione metalliche ad alta durabilità. Il piano terra, adibito a locali commerciali, è stato integrato nel disegno complessivo della facciata attraverso l'impiego di rivestimenti materici resistenti agli agenti atmosferici e all'irraggiamento solare diretto.
Trattamento delle superfici e finiture di facciata:
I fronti ciechi laterali e le porzioni d'angolo sono stati valorizzati mediante un rivestimento geometrico a moduli cromatici contrastanti, concepito non solo per ragioni estetiche, ma per ottimizzare l'albedo superficiale dell'edificio e ridurre il surriscaldamento radiante delle pareti esterne nei mesi estivi.
Ingegneria degli infissi e dei sistemi schermanti:
Parallelamente agli interventi sull'involucro opaco, l'ottimizzazione energetica ha compreso la sostituzione sistematica dei sistemi di chiusura trasparenti con infissi a taglio termico di ultima generazione dotati di vetrocamera a basso emissivo, garantendo il drastico abbattimento della trasmittanza termica e l'innalzamento del potere fonoisolante del complesso.
Risultati computazionali e prestazionali
L'ingegnerizzazione accurata di ogni nodo costruttivo ha permesso al complesso residenziale di Via Lentini di ridefinire il proprio assetto energetico, ottenendo un salto di classe superiore ai requisiti minimi di legge. Il bilancio energetico post-operam evidenzia una netta contrazione dei fabbisogni di energia primaria non rinnovabile, traducendosi in un immediato abbattimento dei costi di gestione per l'utenza e in un significativo incremento del valore patrimoniale dell'immobile sul mercato immobiliare locale.
Logistica di cantiere, movimentazione del manufatto e linee di ancoraggio
L'esecuzione di manovre di sollevamento e varo di macro-componenti strutturali all'interno di contesti industriali attivi richiede un rigido coordinamento interdisciplinare, pianificazione logistica e un controllo millimetrico delle tolleranze di posizionamento.
La sequenza ha inizio con il posizionamento in sicurezza del mezzo di trasporto eccezionale (autoarticolato ad assi modulari controrotanti) all'interno dell'area di varo. La trave ad alta resistenza in C.A.P. viene predisposta per il sollevamento mediante l'applicazione di funi in acciaio ad alta portata, ancorate ai dispositivi di ripresa (occhielli di sollevamento) integrati all'estremità del manufatto. La direzione tecnica coordina le maestranze a terra per la verifica dei pesi, il bilanciamento del baricentro e il controllo dei vincoli di sicurezza prima dell'attivazione dei bracci telescopici dell'autogrù primaria Liebherr.
Gestione dei franchi di sicurezza e interferenze impiantistiche
Il sollevamento viene condotto in regime di oscillazione controllata. La criticità dell'operazione risiede nella gestione dei minimi franchi di sicurezza (distanze libere) rispetto alle infrastrutture impiantistiche preesistenti. Il manufatto viene sollevato e traslato lambendo silos di stoccaggio verticali e linee di piping aeree in pressione. Gli operatori a terra governano le rotazioni della trave tramite funi guida (venti), neutralizzando l'azione del vento e l'inerzia strutturale del carico sospeso per evitare collisioni che comprometterebbero l'integrità degli impianti adiacenti.
Logistica e flussi di transito nei raccordi di cantiere
Le operazioni di movimentazione pesante all'interno del polo industriale richiedono una precisa gestione delle geometrie stradali interne e dei raggi di curvatura. I mezzi d'opera deputati al trasporto dei manufatti strutturali eseguono manovre controllate lungo i raccordi stradali interni, transitando in prossimità delle strutture di processo e delle scale di servizio degli impianti di raffinazione/chimici. Questa fase richiede un monitoraggio preventivo delle portate dei piani di posa e delle pavimentazioni industriali per scongiurare cedimenti localizzati sotto l'azione dei carichi assiali concentrati.
Sollevamento sincronizzato a due vie (Dual Crane Lifting)
Per superare i limiti di sbraccio e garantire la stabilità planimetrica lungo l'asse d'orditura definitivo, l'operazione si evolve in un sollevamento sincronizzato assistito da due autogrù ad alta capacità operanti in parallelo. La trave viene agganciata tramite un bilancino di ripartizione e brache in poliestere ad alta tenacità per distribuire uniformemente le sollecitazioni flessionali temporanee di sollevamento. Questa fase permette di scavalcare le reti tecnologiche aeree e allineare il manufatto ortogonalmente rispetto alle strutture di appoggio (pulvini o spalle d'alveo).
Allineamento millimetrico e calibrazione sull'appoggio antisismico
La fase conclusiva rappresenta l'apice della precisione chirurgica dell'intervento. Sotto la stretta supervisione di operatori specializzati dotati di dispositivi di protezione anticaduta di terza categoria (imbracature e cordini di posizionamento), la trave viene calata con velocità infinitesimale verso la sua sede definitiva. L'estremità inferiore della trave viene centrata millimetricamente sopra il dispositivo di vincolo (isolatore elastomerico o appoggio in neoprene strutturale), interposto tra l'intradosso della trave e l'estradosso della sottostruttura in calcestruzzo. Questo posizionamento millimetrico garantisce la corretta trasmissione dei carichi verticali e la libertà di deformazione termica e sismica prevista in fase di calcolo strutturale.
In qualità di General Contractor e sotto la Direzione Tecnica del Project Manager Ing. Sebastiano Marte, la nostra società Engineering Services ha completato la progettazione esecutiva e la realizzazione chiavi in mano del nuovo plesso destinato a Mensa Aziendale per il polo industriale della committente ESSO italiana S.r.l. (ExxonMobil), sito nel territorio di Melilli-Augusta in provincia di Siracusa.
L'intervento ha risposto alla necessità di ESSO di centralizzare e modernizzare i servizi di ristoro per le proprie maestranze operanti nel comprensorio petrolchimico, attraverso un edificio monofunzionale concepito secondo criteri avanzati di efficienza energetica, sicurezza antincendio, logistica dei flussi e benessere termoigrometrico.
Layout architettonico e spazi comuni
Il fulcro dell'edificio è la grande sala consumazione, progettata per ospitare un elevato turnover di personale. L'intervento ha compreso:
Pavimentazioni industriali ad alta resistenza all'usura e antiscivolo.
Controsoffittature modulari con isolamento acustico integrato per il controllo del riverbero sonora.
Illuminazione a LED ad alta efficienza e design pulito.
Layout arredi ottimizzato per massimizzare la capienza (tavoli e sedie ad alta durabilità cromatica verde/bianca).
Sistemi schermanti per l'apporto solare estivo attraverso l'ampia vetrata perimetrale orientata verso il paesaggio.
Opere esterne e logistica viaria
La progettazione dell'involucro esterno ha risposto a criteri di durabilità e integrazione visiva:
Facciate ventilate in pannelli prefabbricati prefiniti con granulato di pietra ad alta inerzia termica.
Infissi in alluminio a taglio termico con ampie campate vetrate per l'illuminazione naturale.
Urbanizzazione esterna con rifacimento dei manti bituminosi per la logistica di approvvigionamento merci e l'accessibilità pedonale.
Sistemi di sicurezza perimetrale con recinzioni industriali e segnaletica orizzontale/verticale ad alta visibilità (giallo/nero antinfortunistico) per le zone di transito mezzi.
Ingegneria impiantistica e area cottura
Il cuore tecnologico della mensa è l'area preparazione pasti, ingegnerizzata per gestire flussi termici e standard igienico-sanitari rigorosi (HACCP):
Finiture rivestimenti in piastrelle ceramiche antiacido a tutta altezza.
Cappe aspiranti a flusso bilanciato con sistemi di filtrazione ad alta efficienza e canalizzazioni in acciaio inox a vista.
Linee di cottura professionali (forni multifunzione, piani cottura, brati) alimentate a gas metano e energia elettrica ad alta potenza.
Impianti idrici ed elettrici dedicati per le utenze termiche e la gestione delle acque grigie.
Ingegneria di processo ed efficientamento energetico
Il PM Sebastiano Marte ha supervisionato la corretta installazione delle centrali tecnologiche esterne:
Impianti meccanici con sistemi di distribuzione idrica coibentati per la gestione dell'acqua calda sanitaria e per il sistema di condizionamento.
Sottostazioni di pompaggio con inverter e vasi di espansione per la stabilità della pressione idraulica e il controllo dei consumi.
Sistemi antincendio con linea di idranti perimetrale e estintori carrellati ad alta capacità in prossimità delle zone a rischio.
Linee di piping in acciaio zincato e coibentato per la conduzione dei fluidi termovettori.
Servizi igienici e comfort indoor
La progettazione ha compreso gli ambienti annessi per l'igiene del personale:
Rivestimenti cromatici bi-tonali (grigio/blu) per la facilità di pulizia.
Apparecchi sanitari a colonna e miscelatori ad alta durabilità.
Sistemi di ventilazione forzata dedicati per il ricambio d'aria e il controllo dell'umidità interna.
Inquadramento dell'opera e diagnostica dello stato di fatto
L'intervento ha interessato il nucleo storico del Complesso Parrocchiale della Chiesa di Sant'Antonio di Padova, situata nel territorio del Comune di Maletto, in un'area caratterizzata da un'elevata pericolosità sismica legata al distretto etneo. La commessa, promossa dall'Arcidiocesi di Catania, si è configurata fin dal principio come un intervento specialistico di ingegneria strutturale e restauro conservativo su un bene monumentale vincolato, finalizzato alla riduzione della vulnerabilità sismica e al risanamento materico dell'immobile.
L'intero impianto progettuale è stato sviluppato partendo da un'accurata campagna diagnostica e di rilievo geometrico e patologico dello stato di fatto. In questo delicato contesto, un ruolo di primo piano è stato rivestito dall'Architetto Antonella Rodante, la cui direzione e sensibilità metodologica hanno guidato l'iter di conoscenza e tutela del bene. Sotto la sua attenta supervisione, la fase preliminare ha compreso la redazione di una complessa Mappatura del Degrado sui prospetti e sulle sezioni della fabbrica. Grazie all'approccio rigoroso promosso dall'architetto Rodante, sono state riscontrate e catalogate severe alterazioni cromatiche, depositi superficiali, efflorescenze saline, distacchi degli intonaci e diffuse colonizzazioni biologiche (patine biologiche), causate prevalentemente da fenomeni di umidità ascendente e infiltrazioni meteoriche dal manto di copertura.
L'apporto dell'architetto Rodante è stato fondamentale nel coniugare la complessità dei dati raccolti con le stringenti necessità di tutela del vincolo monumentale. Il suo lavoro ha permesso di tradurre le risultanze strutturali in scelte operative mirate e rispettose del palinsesto storico della chiesa, garantendo un perfetto equilibrio tra il risanamento profondo della materia e l'indispensabile incremento della resilienza sismica dell'organismo architettonico.
Interventi strutturali e di risanamento sulla chiesa e sul deposito
L'ingegnerizzazione degli interventi è stata declinata secondo i principi della conservazione e del minimo intervento, differenziando le opere per macro-elementi strutturali:
Bonifica e risanamento dell'abside (mitigazione dell'umidità): per contrastare i fenomeni di umidità controterra che minacciavano le murature storiche dell'abside, è stata progettata la realizzazione di uno scannafosso perimetrale aerato. Questo sistema di isolamento e drenaggio è stato accoppiato all'esecuzione di iniezioni di resine siliconiche alla base della muratura per creare una barriera chimica permanente contro la risalita capillare.
Ripristino degli elementi in calcestruzzo armato e coperture: le porzioni strutturali in cemento armato afferenti alle strutture di copertura e ai cordoli esistenti, degradate dall'azione degli agenti atmosferici e dalla carbonatazione, hanno subito un ciclo di risanamento corticale profondo. Il workflow ha previsto la spazzolatura meccanica delle armature, l'applicazione di un trattamento passivante antiruggine sui ferri scoperti e la successiva ricostruzione volumetrici dei profili mediante malte tissotropiche antiritiro ad alta resistenza. Contestualmente, si è proceduto al totale rifacimento del manto di copertura per garantire la perfetta impermeabilizzazione del manufatto.
Riqualificazione locali di deposito: i corpi di fabbrica secondari adibiti a deposito e locali accessori sono stati oggetto di una ristrutturazione complessiva, con interventi mirati di risanamento delle murature controterra, rifacimento dei solai e delle coperture lignee per ripristinarne la piena funzionalità.
Interventi specialistici sul campanile (torre campanaria)
Il campanile, per via della sua elevata snellezza e configurazione geometrica, ha rappresentato il punto nodale per il miglioramento sismico dell'intero complesso:
Consolidamento dei solai intermedi: è stato eseguito un intervento strutturale di consolidamento e irrigidimento dei solai interni della torre campanaria, volto a creare un comportamento a "diaframma rigido" capace di distribuire correttamente le azioni orizzontali derivanti da un eventuale evento sismico.
Sostituzione del sistema di collegamento verticale (scala interna): la vecchia struttura di risalita interna, fatiscente e non conforme ai moderni standard di sicurezza, è stata integralmente rimossa e sostituita con una nuova scala metallica autoportante, progettata per ottimizzare gli spazi interni e non gravare con sollecitazioni eccentriche sulle murature portanti del campanile.
Restauro dei fori architettonici (celle campanarie): le aperture della cella campanaria sono state riqualificate attraverso la sostituzione sistematica degli infissi degradati con nuovi serramenti performanti e idonei al contesto monumentale, garantendo la protezione dagli agenti atmosferici e il mantenimento delle linee storiche dell'edificio.
Sintesi e benefici dell'intervento
La convergenza tra le tecniche di restauro storico e l'ingegneria strutturale antisismica ha consentito al Complesso Parrocchiale di Sant'Antonio di Padova di recuperare la piena efficienza statica e funzionale. L'approccio multidisciplinare ha permesso di eliminare le cause intrinseche di degrado della pietra, aumentando in modo significativo la resilienza strutturale della chiesa nei confronti delle azioni sismiche sussultorie ed ondulatorie e restituendo alla comunità di Maletto un bene monumentale sicuro e preservato per il futuro.
Inquadramento generale del cantiere e articolazione delle opere
Le immagini documentano le diverse fasi di costruzione, ampliamento e installazione impiantistica di un nuovo stabilimento industriale del SOL Group situato ad Augusta. Si tratta nello specifico di un impianto criogenico di frazionamento aria per la produzione e lo stoccaggio di gas tecnici industriali (come ossigeno, azoto e argon). I lavori sono stati suddivisi e realizzati principalmente in quattro macro-aree:
In quest'area è stata realizzata la struttura principale che ospita i macchinari di compressione e movimentazione dei gas:
Scavi e fondazioni: inizialmente è stato eseguito lo scavo a sezione seguito dal getto delle fondazioni per il capannone e per i basamenti dei macchinari.
Struttura: è stata montata una struttura prefabbricata in cemento armato (pilastri, travi e pannelli di tamponamento esterni).
Installazione apparecchiature: all'interno e a ridosso del capannone sono stati installati i grandi macchinari industriali, inclusi compressori, tubazioni di collegamento e sistemi di sollevamento interni (carroponte).
Questa è la zona centrale del processo di distillazione criogenica:
Edificio Polifunzionale: sono state gettate le fondazioni ed erette le murature per una palazzina multipiano destinata a servizi o uffici di controllo.
La Cold Box: è stata realizzata una imponente piastra di fondazione rinforzata per sostenere il peso della "Cold Box" (la colonna di frazionamento). La struttura della Cold Box è stata trasportata in loco come pezzo eccezionale, sollevata tramite enormi gru dedicate, posizionata in verticale e infine allacciata ai sistemi ausiliari, inclusa l'installazione della turbina.
Quest'area è dedicata al mantenimento dei gas prodotti allo stato liquido o gassoso:
Fondazioni speciali: data l'enorme concentrazione di carico dei serbatoi verticali, sono stati realizzati pali di fondazione sotterranei e platee armate con l'ausilio di specifiche dime per il posizionamento dei tiranti.
Serbatoi criogenici e vaporizzatori: sono stati installati i grandi serbatoi verticali isolati per lo stoccaggio, un serbatoio specifico per l'Argon, i rack di tubazioni, i box analizzatori e le imponenti batterie di vaporizzatori ambientali a alette di alluminio.
Parallelamente agli impianti sono state eseguite tutte le opere di urbanizzazione del sito:
Preparazione del terreno: interventi iniziali di scavo di sbancamento per livellare l'area industriale.
Infrastrutture di servizio: installazione di una pensilina metallica a protezione di aree esterne, posizionamento e taratura della pesa a ponte per i bilici/autocisterne in transito.
Viabilità: completamento del sito tramite la stesa del manto d'asfalto per le strade interne di collegamento, la segnaletica e le recinzioni perimetrali di sicurezza.